La macchina in attività comprende ormai 300 persone. Interventi potenziati nei quartieri, nelle zone pedemontane e nelle aree pedonali.
Quest’anno l’inverno è particolarmente mite e nulla fa pensare ad un’imminente nevicata in pianura. La Loggia però vuol farsi trovare pronta quando i primi fiocchi imbiancheranno la città, e come da tradizione insieme ad Aprica ha stilato il piano d’emergenza, che resterà in vigore fino al 14 marzo del 2010. Un piano che già nel 2008, secondo l’assessore ai Lavori Pubblici Mario Labolani, ha dato buoni frutti: «Mentre la Lombardia era in ginocchio, a Brescia si circolava tranquillamente. Le scuole non sono state chiuse nemmeno un giorno». Il costo del progetto è oneroso in termini economici ma «è il migliore investimento che si può fare per il cittadino. Quest’inverno poi si è deciso per un potenziamento in termini diuomini, sia di mezzi perché gli interventi vengano «effettuati ancora più nel dettaglio».
LE AZIONI. Al piano neve contribuisce il personale di Aprica, quello delle ditte che si occupano della viabilità principale della città e di aziende agricole titolari delle operazioni nei quartieri. I primi interventi di prevenzione – come spiega Alessandro Baronchelli, dirigente del settore Lavori Pubblici – scattano già quando c’è pericolo di ghiaccio: una soluzione salina antigelo viene sparsa in 25 zone sensibili della città. Quando poi il bollettino meteo dà probabilità di nevicate imminenti, 36 punti critici (cavalcavia, sottopassi, rotatorie) vengono presidiati da autocarri carichi di sale e con lama sgombraneve pronti ad entrare in azione.
Infine, se i fiocchi iniziano a scendere partono anche le operazioni di sabbiatura e lamatura (per essere efficace deve esserci però almeno uno spessore di qualche centimetro) contemporaneamente su tre fronti: 21 autocarri delle imprese appaltatrici passano sulle arterie principali; 12 veicoli di Aprica appositamente configurati nelle aree di prima periferia; e 20 trattori nei 20 quartieri periferici. Fino all’anno scorso i trattori erano 12, ma per evitare ritardi e migliorare il servizio si è optato, appunto, per un aumento.
Un altro fronte di intervento riguarda i marciapiedi – mille chilometri – e lo sgombero della neve dalle aree pedonali. Sono stati apportati alcuni miglioramenti – come ha spiegato Paolo Ronchese (settore Movimento Brescia), affiancato dal collega Andreino Ruggeri – soprattutto nelle zone periferiche. Le squadre delle ditte appaltatrici sono passate da 20 a 32, da 4 gli spazzolaneve a disposizione sono diventati 10 e da 16 a 30 i carrellini spargisale. Un servizio efficiente è garantito anche nella zona stazione – centro e ospedale – grazie alla messa in funzione 6 spazzolaneve e 2 Bob Cat (mezzi parcheggiati direttamente nei parcheggi di Brescia Mobilità perché si possano muovere ancora più in fretta). Il lavoro sarà più tempestivo e precisi anche nelle aree pedemontane dove sono stati invece frazionati i percorsi con l’ulteriore incremento di due veicoli 4×4.
PERSONALE E COSTI. Il piano neve basa gran parte della sua efficacia sulle persone: quelle in azione a regime sono circa 300. Un dato che comprende anche gli operatori del call center che viene attivato non appena scatta l’emergenza neve e risponde all’800401104. Nelle giornate «calde» ci si può trovare qualcuno quasi non stop. dalle 6 a mezzanotte.
La macchina, è evidente, è complessa e costosa. Secondo quanto ha riferito Baronchelli, i costi fissi che la Loggia affronterebbe anche qualora non nevicasse ammontano a circa 250mila euro. Sono per la reperibilità, l’ammortamento, l’approvvigionamento di materiali di cui altrimenti si rischierebbe di rimanere sprovvisti: nei depositi ci sono 2.050 tonnellate di sabbia, 2.420 di salgemma sfuso, 320 di miscela salgemma – sabbia, 405 di salgemma in sacchi. Ogni giornata di neve nella quale uomini e mezzi sono operativi costa invece alla comunità ben 100mila euro.
I CONSIGLI. Nonostante, appunto, tutti siano preparati per affrontare le emergenze Baronchelli ricorda che, perché il meccanismo funzioni, c’è bisogno anche di un po’ di buonsenso da parte dei cittadini. Perciò invita ad «utilizzare l’automobile solamente se serve» e soprattutto ad «adeguare la vettura rendendola più efficiente con l’installazione di catene o gomme da neve».
Anche così però non è escluso che i bresciani debbano comunque sopportare qualche disagio perché – come sottolinea il capo del settore Movimento Fabio Verardi – «ogni nevicata è diversa» e per mandare Brescia in tilt basta solo che si verifichi un’ora prima o un’ora dopo. «Noi ogni anno abbiamo più esperienza – prosegue -. La sfida è migliorare ancora la tempestività».
