Teatro Grande: fatte le nomine, ecco i nuovi consiglieri

Auguro di cuore buon lavoro ai neonominati dal Sindaco nel consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Grande.

I nuovi consiglieri in quota comune sono: Leo Tedoldi, professore di storia delle istituzioni politiche all’Università di Verona e di area Pd, a Renato Borsoni, già membro della deputazione e storica figura del teatro bresciano (fondatore del Ctb), Francesco Airoldi, Silvana Dalò, area Forza Italia e esponente dell’associazione culturale Libertà&Progresso, Marco Mattei titolare dello studio Ergon e nel consiglio dell’ordine dei commercailisti, il direttore del Conservatorio «Luca Marenzio» Carlo Balzaretti e il maestro Mauro Pizzocolo oboista e insegnante nello stesso conservatorio bresciano.
A questi sette si uniranno in seguito un consigliere espresso dalla Regione Lombardia, uno dalla Provincia di Brescia e uno concordato tra queste due istituzioni e la Loggia, quindi un altro nominato dai palchettisti. Gli altri tre posti saranno a disposizione dei privati che vorranno entrare nella fondazione.

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1 Commento to “Teatro Grande: fatte le nomine, ecco i nuovi consiglieri”

  1. Giovanni Marini scrive:

    Oggi Brescia si sveglia con una sorpresa: il Tempio Capitolino, indiscusso simbolo della città, patrimonio UNESCO, “adorno” di due gigantesche porte nere che chiudono le celle laterali ed un gigantesco pilastro d’acciaio nel bel mezzo del portone centrale (chiuderanno anche questo?).
    Al momento credo ad uno scherzo, una di quelle fantasiose istallazioni che stravolgono momentaneamente gli antichi monumenti. Ma poi mi avvicino al cartello dell’esecuzione lavori e leggo che costeranno alla città oltre 500.000 (cinquecentomila!) euro e la voglia di ridere mi passa.
    Non sono un architetto e nemmeno un urbanista ma una persona di normale senso estetico che alla vista di questo scempio si contorce. Si noti che gli sfondati delle celle creano il senso prospettico della struttura che così ridotta perde ogni plasticità. Ricordate la luce notturna che retro illuminava il tempio: che meraviglia! Ora questo straordinario effetto viene a mancare del tutto. Il materiale introdotto (metallo nero) è totalmente estraneo a quelli antichi, marmo di Botticino e mattone rosso.
    I progettisti potranno giustificare l’opera secondo i loro canoni, controbattere che all’interno viene creato un’inutile museo (aperto su prenotazione) ma l’osservatore non potrà che dispiacersi per il Tempio dalle porte nere nel ricordo dell’originale bellezza…
    Mi rivolgo a te caro Labolani, alla cittadinanza, all’Assessorato alla Cultura e, soprattutto, alla Sovraintendenza dei Beni Culturali affinché questo scempio sia evitato.
    Giovanni Marini

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